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29.04.2015. UniTrentoMAG

Il tema dell'immigrazione tra ricerca e giornalismo
- di Anna Fazion -

Un confronto tra i giornalisti Polchi e Musumeci per il ciclo “Diritto in prima pagina” presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Ateneo

Quanti sono gli immigrati in Italia, 7.000.000 (quasi tutti i presenti alzano la mano) o 5.000.000? Qual è la prima comunità etnica in Italia, i Cinesi o i Marocchini (la platea si divide, con un piccolo vantaggio per i Cinesi)? I figli di stranieri che nascono in Italia sono Italiani o no?

Con queste domande Vladimiro Polchi, giornalista di Repubblica e autore tv, mette subito alla prova il pubblico – folto e molto partecipe – del secondo incontro del ciclo “Diritto in prima pagina” presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Ateneo. Le domande sono tratte da un sondaggio proposto dalla Fondazione Leone Moressa e pubblicato su Repubblica. Il risultato: bocciati. Secondo Polchi non è il pubblico presente nel Foyer della Facoltà di Giurisprudenza ad essere particolarmente ignorante in materia, perché il risultato rispecchia quello del sondaggio: gli Italiani hanno una scarsa conoscenza del fenomeno migratorio. [...]

23.04.2015. Radio24 (Mix 24)

Furti, ladri e sicurezza in Italia
- di Giovanni Minoli -

Il Censis avverte: allarme furti, nelle abitazioni i furti sono aumentati in media del 127% negli ultimi 10 anni. Ne parliamo con Aldo Coronati Presidente di AIPS (Associazione Installatori Professionali Sicurezza) Andrea Di Nicola, ricercatore in criminologia presso l'università di Trento e coordinatore dell'istituto di ricerca eCRIME ed on. Enrico Costa viceministro della giustizia.

Andrea Di Nicola ospite di Giovanni Minoli su Mix 24 (Radio 24) parla di furti in appartamento, progetto eSecurity e sicurezza urbana predittiva.

20.04.2015. Come spuntare le armi ai trafficanti di migranti e di richiedenti asilo in 15 mosse

Suggerimenti all’Italia e all’Unione europea
di Andrea Di Nicola e Giampaolo Musumeci, autori di Confessioni di un trafficante di uomini (Chiarelettere, 2014)

Noi lo sappiamo come lavorano i trafficanti di persone. Li abbiamo incontrati. Abbiamo ascoltato le loro storie. Ci siamo fatti raccontare il loro business: la più spietata agenzia di viaggi del pianeta.

Abbiamo compreso per esempio che i “pesci grandi”, i “burattinai”, quelli che tirano le fila delle operazioni di traffico, stanno nelle retrovie. Gli scafisti, i “passatori” sono solo “pesci piccoli”. E non serve a nulla arrestare solo loro.
Questi imprenditori criminali si parlano, collaborano, si passano clienti, sono i “nodi” di una “rete”. Per loro cooperazione e fiducia sono la chiave per fare affari.
Abbiamo realizzato che la “rete” dei trafficanti muove un fiume di denaro “in nero”, spesso drenato da economie in miseria.

Abbiamo visto che i trafficanti non vivono nell’emergenza. Piuttosto, pianificano con cura. Studiano le vulnerabilità geografiche, normative, fisiche dei nostri sistemi. Le sfruttano e ci si infilano. Cambiano modi e rotte velocemente.
I trafficanti di migranti sono imprenditori razionali, organizzati, opportunisti, venditori di sogni.
I trafficanti sono spesso amati dai loro clienti. Si considerano e vengono considerati “benefattori”. Forniscono sempre più servizi anche ai richiedenti asilo. Quello che l’Europa non fa: permettere a chi scappa dalla Siria di esercitare un suo diritto.
I trafficanti stanno ridendo della disorganizzazione dell’Europa che non fa che alimentare il loro business. L’Europa alimenta il loro lavoro.

Una rete, una fiducia, un’organizzazione, una stabilità, una razionalità simili i paesi dell’UE non sembrano saperle mettere in campo. La strategia UE non può essere a macchia di leopardo, scoordinata: uno Stato pensa al soccorso dei migranti, l’altro chiude le frontiere. Uno stato concede asilo alla stragrande maggioranza dei richiedenti e si prende il carico per tutta l’Unione. Un altro ancora è capacissimo nelle investigazioni sui trafficanti a fronte di un altro totalmente inadeguato. Ognuno disegna le politiche migratorie che vuole e tratta i migranti come vuole.
Bisogna rispondere alla organizzazione dei criminali con altrettanta organizzazione. A razionalità con razionalità istituzionale. Alla rete con rete. Alla fiducia con fiducia. Organizzazione, razionalità, rete e fiducia tra gli Stati dell’Unione europea.
Dobbiamo farlo per salvare vite umane, dobbiamo farlo per evitare che la decina di miliardi di dollari che i trafficanti guadagnano ogni anno siano reinvestiti in altri business criminali che mettono a rischio anche la sicurezza delle nostre nazioni. Incluso il terrorismo internazionale.

La strategia che segue “disorganizza” il trafficante di migranti e richiedenti asilo. I trafficanti ci hanno detto cosa facilita il loro lavoro. Di conseguenza, sappiamo cosa lo disarticolerebbe.

La strategia che segue si basa su 3 pilastri, che dovrebbero essere i cardini di un’azione coordinata dell’Unione europea, messa in campo dai 28 Paesi tutti insieme: 1) repressione 2) prevenzione 3) protezione.

Una premessa. Molte degli interventi che qui vengono proposti potrebbero essere inserire in una Direttiva UE sul traffico di migranti e richiedenti asilo. C’è bisogno di una direttiva UE in materia penale sullo smuggling come quella, esistente e recente, sulla tratta di persone. D’altronde anche le Nazioni Unite hanno un protocollo della convenzione sulla criminalità organizzata transnazionale sul trafficking e uno sullo smuggling. E una direttiva permettere di includere e rendere omogenee negli Stati Membri regole di diritto penale, relative alla prevenzione del fenomeno alla protezione e all’assistenza dei migranti coinvolti.
Questa direttiva, proprio come quella sullo smuggling, dovrebbe istituire anche un coordinatore europeo per la lotta al traffico di migranti e di richiedenti asilo allo scopo di garantire un approccio uniforme in materia di lotta contro tale fenomeno nell'UE.

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21.04.2015. Panorama

Come fermare i trafficanti di uomini in 15 mosse
- Di Carmelo Abbate (@carmeloabbate) -

Maggiore repressione alla radice, riduzione delle opportunità, più assistenza e protezione dei migranti, prevenzione e anticipazione delle mosse dei criminali. Non sono principi generici, ma specificati punto per punto nello studio elaborato da eCrime, l’istituto di ricerca criminologica situato all’interno dell’università di Trento. All'interno, come mettere in scacco i trafficanti di uomini in 15 mosse, elencate dal professore Andrea Di Nicola, coordinatore del centro, e autore insieme con Giampaolo Musumeci di Confessioni di un trafficante di uomini, libro uscito l’anno scorso per Chiarelettere. L’approccio di Di Nicola, che ha studiato il fenomeno anche sul campo grazie al lavoro svolto con Musumeci, parte dal presupposto che gli scafisti sono soltanto dei pesci piccoli, spesso dei pescatori di villaggi sperduti che vengono messi sopra dei gommoni con l’unico avvertimento di tenere la barra dritta fino alla Sicilia. Dietro di loro operano organizzazioni criminali che pianificano ogni mossa e studiano le vulnerabilità geografiche e normative dei nostri paesi. Una vera rete, l’agenzia di viaggi più spietata del pianeta. Come fare per abbatterla? Ecco le 15 mosse consigliate.

16.04.2015. eSecurity, primo progetto europeo di sicurezza urbana predittiva, su Panorama


Oggi eSecurity, progetto europeo coordinato da eCrime, e realizzato con Questura di Trento, FBK e Comune di Trento è su Panorama. eSecurity è considerato dalla Polizia di Stato il primo test di polizia predittiva in Italia. La “polizia predittiva” usa i dati di polizia sui crimini passati e sulla loro collocazione spazio-temporale per prevedere i futuri luoghi della criminalità e allocare le risorse in modo ottimale. eSecurity va oltre: fa evolvere la “polizia predittiva” in “sicurezza urbana predittiva”.

Da due anni stiamo lavorando ad un software che raccoglie 1) dati di polizia georiferiti su furti in appartamento, furti di auto, furti su auto, spaccio e altri reati e li fonde con 2) altri dati su vittimizzazione, insicurezza, disordine urbano, provenienti direttamente dai cittadini, e con 3) informazioni dalla Smartcity (es. illuminazione, traffico, clima). Il fine, attraverso algoritmi predittivi, non è solo predire meglio i rischi criminali in città, ma anche capire e confrontare delinquenza, percezione di sicurezza, disordine urbano in tempo reale. Un software che, con un click, fa visualizzare problemi e suggerisce soluzioni a chi gestisce la sicurezza urbana, sia un sindaco o un questore. Conosciamo, prevediamo, preveniamo.

Il software eSecurity è in fase di finalizzazione. Una prima versione verrà presentata a maggio e la versione finale nel mese settembre in una conferenza finale del progetto a Trento.

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Intellegit

 
Intellegit è la start up dell'Università di Trento, nata dalle ricerche applicate di eCrime, che trasforma il know how accademico in soluzioni per la sicurezza a servizio di istituzioni, organizzazioni, imprese e pubbliche amministrazioni.
 
 

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ECRIME RESEARCH REPORTS N. 05
PAYBACK - Towards a EU Data Management System for Seized Assets

Autori: Andrea Di Nicola, Barbara Vettori, Marco Angheben
con: Alex Pellegrini, Yuly Margeory Sanchez Quispe, Luca D’Amore, Radu Nicolae, Jesús Palomo Martínez, Georgiana Camelia Iorgulescu, Vadim Mihai Chiriac.

Pubblicazione: luglio 2018
ISSN: 2284-3302
ISBN: 978-88-8443-814-0
 

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